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Regione | 07 settembre 2019, 07:00

Pd, il segretario Furia: ''Piemonte penalizzato nelle nomine dei ministri''. Borghi: ''Contano le azioni politiche più che il luogo di residenza''

Pd, il segretario Furia: ''Piemonte penalizzato nelle nomine dei ministri''. Borghi: ''Contano le azioni politiche più che il luogo di residenza''

E’ già maretta in casa Pd per le nomine dei ministri.  Lo dice il sito online ‘’Lo Spiffero’’ che ricorda come il segretario regionale del Pd, Paolo Furia, che di recente era stato protagonista di dibattiti alla festa dell’Unità a Villadossola, avesse scritto a Nicola Zingarettichiedendo attenzione per il Piemonte.

‘’Tra i nove esponenti dem che compongono l’esecutivo del BisConte non c’è nessun piemontese. Una bella sberla per il politicamente imberbe dirigente di via Masserano. Uno schiaffo che fa ancor più male dopo aver visto i grillini piazzarne ben due di piemontesi al governo (Paola Pisano e Fabiana Dadone)’’ scrive Lo Spiffero.

Per Furia,  ‘’la centralità del Piemonte è emersa anche sul piano delle politiche molto recentemente, se è vero che il Governo gialloverde è entrato in crisi per il diverso atteggiamento dei due ex partner proprio sul comportamento di voto rispetto alla mozione sulla Tav. Esprimiamo dunque la nostra disponibilità a lavorare per il Paese’’. Disponibilità che non ha trovato accoglienza nello stato maggiore del Pd.

Critiche che poi il segretario Furia poi ribadisce sulle pagine torinesi del Corriere della Sera, in una lettera in cui parla di penalizzazione del Piemonte.

Ora l’attenzione si sposta sui viceministri e sottosegretari, una partita in cui giocano parecchi piddini piemontese. E in questo caso Lo Spiffero fa i nomi di Andrea Giorgis, Davide Gariglio, Davide Borioli, Stefano Lepri, Luigi Bobba e  Chiara Gribaudo.

Ma di questa polemica cose ne pensa Enrico Borghi, parlamentare ossolano?

‘’Nella composizione di un governo, incidono numerosi fattori tra i quali il tema della provenienza territoriale non ha mai il grado di priorità – afferma Borghi. A fare la parte del leone sono sempre le valutazioni che afferiscono ai ruoli politici delle singole personalità e agli equilibri interni a ciascuna compagine di partito che da’ vita ad una coalizione’’

Poi prosegue: ‘’ Nel caso specifico, il governo ha lo stesso numero di ministri del nord e del sud, ma ovviamente contano le azioni politiche perché evitare l’aumento IVA, abbassare le tasse sul lavoro o aver un ruolo più pesante in Europa sono molto più importanti del luogo di residenza di un singolo ministro. Peraltro, il lavoro di composizione dell’esecutivo è ancora in corso, per cui un giudizio compiuto si potrà esprimere solo a bocce ferme’’.


Renato Balducci

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