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Regione | 13 luglio 2019, 09:30

Lotta alla povertà, Coldiretti lancia l'idea della "spesa sospesa" per 200mila famiglie piemontesi

Tanti sono i nuclei che vivono in condizioni di difficoltà assoluta. Gli agricoltori: "Bisogna intervenire: chi può, ai banchi dei nostri mercati lasci frutta, verdura, formaggi o salumi da consegnare alla Caritas"

Lotta alla povertà, Coldiretti lancia l'idea della "spesa sospesa" per 200mila famiglie piemontesi

Se in tutta Italia sono 2,7 milioni le persone costrette a chiedere aiuto per avere del cibo, soltanto in Piemonte si contano almeno 200mila famiglie sotto la soglia di indigenza assoluta. Per loro, dal mondo degli agricoltori arriva l'idea della "spesa sospesa", un aiuto sullo stile di quello che a Napoli per tradizione è il "caffè sospeso", ovvero una consumazione pagata e lasciata al bar per chi non può permettersela.

A lanciare l'allarme è il rapporto Coldiretti “La povertà alimentare e lo spreco in Italia”. La stragrande maggioranza di chi è stato costretto a ricorrere agli aiuti alimentari lo ha fatto attraverso la consegna di pacchi alimentari che rispondono maggiormente alle aspettative dei nuovi poveri (pensionati, disoccupati, famiglie con bambini) che per vergogna prediligono questa forma di sostegno piuttosto che il consumo di pasti gratuiti nelle strutture caritatevoli.

Infatti sono appena 113mila quelli che si sono serviti delle mense dei poveri a fronte di 2,36 milioni che invece hanno accettato l’aiuto delle confezioni di prodotti sulla base dei dati sugli aiuti alimentari distribuiti con i fondi Fead attraverso dall’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (Agea). Nella nostra regione si tratta di un fenomeno che incide per il 5,9% del totale delle famiglie. Più di una su 20, insomma. Come se in ogni condominio mediamente numeroso ne abitasse almeno una. Una percentuale inferiore alla media italiana del 6,2%, ma che fa della nostra regione la maglia nera del nord Italia industriale. 

Ecco perché proprio dal mondo degli agricoltori arriva una proposta per cercare di dare una mano a chi ne ha bisogno. “Di fronte a questa situazione, ci sono varie organizzazioni attive nella distribuzione degli alimenti e le aziende di Campagna Amica, in occasione dei Villaggi Coldiretti, hanno contribuito con il progetto della Spesa Sospesa, nato proprio nell’edizione del Villaggio di Torino, realizzato lo scorso anno a giugno – raccontano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa, che di Coldiretti è delegato confederale -. Si tratta della possibilità di fare una donazione libera presso i banchi del mercato per fare la spesa a favore dei più bisognosi. Frutta, verdura, formaggi, salumi e ogni tipo di genere alimentare raccolto vengono consegnati alla Caritas che si occupa della distribuzione alle famiglie in difficoltà". 

"Certo – concludono Moncalvo e Rivarossa – è necessario intervenire a livello strutturale per rompere questa spirale negativa, dare nuovi stimoli ed impulsi alla nostra regione e generare percorsi economici che possano aumentare il reddito di chi oggi vive sotto la soglia di povertà. Da qui deriva la nostra disponibilità ad implementare gli accordi di filiera con quell’agroindustria virtuosa far sì che si unisca veramente il territorio al mondo economico”.

Dal nostro corrispondente a Torino

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