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Novara | 09 giugno 2019, 10:00

Programma Skip Erasmus: 95 studenti e 76 dipendenti di EnAIP Piemonte in formazione all’estero

Nel seminario di fine progetto, presentati i risultati e i benefici di questa prima edizione.

Programma Skip Erasmus: 95 studenti e 76 dipendenti di EnAIP Piemonte in formazione all’estero

La mobilità transnazionale ha un valore formativo? Si può considerare un fattore chiave per il successo della formazione professionale? Aumenta la qualità dell’apprendimento?
Queste le tre domande poste in apertura del seminario finale del progetto SKIP Erasmus+ da Ettore Liebener, Responsabile del Servizio Coesione Sociale di EnAIP Piemonte, a cui hanno cercato di dare risposta i partecipanti al tavolo di interventi.
Il progetto SKIP, realizzato da EnAIP Piemonte, alla sua prima edizione ha permesso infatti a 95 studenti e a 76 dipendenti dell’azienda di trascorrere un periodo di formazione all’estero; i beneficiari hanno potuto vivere un’esperienza al di fuori della loro quotidiana comfort zone, soggiornando in diversi Paesi europei: Danimarca Francia, Germania, Irlanda, Malta, Regno Unito e Spagna.
Ieri, all’interno del Centro Studi Sereno Regis di via Garibaldi 13, a Torino, si è svolto il seminario di fine progetto, durante il quale si è fatto il punto su quanto questo tipo di esperienza abbia influito in termini di crescita personale e professionale, miglioramento di competenze e condivisione di esperienze e conoscenze.
Luca Sogno, presidente di EnAIP Piemonte, ha affermato che la mobilità transnazionale “è un tema centrale per la qualità formativa, anche in tema di arricchimento culturale”. Queste esperienze di scambio permettono infatti a ragazzi e adulti “la condivisione di conoscenze ed esperienze, consentono di rapportarsi con altre realtà europee per imparare e per migliorare; e infine permettono un allineamento culturale tra generazioni, nell’ottica di creare una sensibilità comune e condivisa.”
Germano Nervo, che insieme alla collega Licia Monni è stato l’artefice dell’organizzazione logistica dettagliata per ogni gruppo in partenza e punto di riferimento in Italia, ha sottolineato che un progetto come SKIP “permette di confrontarsi con la realtà europea e contribuisce a diffondere il senso di cittadinanza europea”.
Piera Monni, Direttrice Risorse Umane, ha analizzato l’importanza di SKIP da un punto di vista gestionale. “I nostri formatori hanno una responsabilità culturale e intellettuale: devono formare i nuovi cittadini europei. Favorendo un apprendimento continuo, un periodo di formazione all’estero consente loro di migliorare conoscenze e competenze, condividere buone pratiche, studiare modelli di eccellenza, innovare le metodologie didattiche; tutti strumenti che producono ricchezza.”
È d’accordo Monica Costanzo, Direttrice della sede di Grugliasco: “Fare esperienze è imparare – commenta- e cogliere le differenze è sempre un arricchimento. Formazione all’estero significa potersi confrontare con altri punti di vista, uscendo dal pensiero autoreferenziale.” “L’Europa non deve fare paura - aggiunge Alessandra Savio, progettista. Con SKIP i ragazzi hanno la possibilità di apprendere in contesti differenti e i formatori di migliorare la qualità dell’educazione”. Francesca Bisso, tutor di EnAIP Grugliasco, ha raccontato invece ai presenti la sua esperienza come accompagnatrice di due gruppi di studenti, a Portsmouth e a Bordeaux, sottolineando che tra i suoi compiti, primo fra tutti c’è stato quello di essere un punto di riferimento e di supporto per i ragazzi nella vita di tutti i giorni.
Ultime, ma non meno importanti, le testimonianze di 4 allievi partiti per diversi soggiorni, tra i tanti che SKIP ha realizzato: Nora, di EnAIP Arona, ha trascorso 2 settimane a Portsmouth: “è un’esperienza assolutamente da fare; bisogna avere tanta voglia di scoprire. SKIP è stata una fortuna, un’opportunità per mettersi in gioco.”
Patrizia, studentessa del corso IFTS di EnAIP Rivoli, a Portsmouth ci è rimasta un mese: “è stata una sfida con tutto. Nonostante i timori iniziali, mi ha arricchita molto dal punto di vista delle capacità linguistiche e lavorative.”
Le fanno eco Simone, di EnAIP Grugliasco, che racconta che “è un’esperienza che rifarei un milione di volte, è utile, la consiglio a tutti” e Onisor, di EnAIP Alessandria, che la definisce “un’esperienza magnifica, che mi ha insegnato come rapportarmi con il mondo del lavoro.”

C.S.

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