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Notizie dal Piemonte | 29 maggio 2019, 16:42

Notizie dal Piemonte. Maxi sequestro di "falsi". Il maestro Michelangelo Pistoletto: "Fatta una cosa tremenda" VIDEO

I carabinieri del Nucleo Tutela patrimonio culturale hanno accertato 356 opere contraffatte e sequestrate 115.

Notizie dal Piemonte. Maxi sequestro di "falsi". Il maestro Michelangelo Pistoletto: "Fatta una cosa tremenda" VIDEO

"Con questo gallerista c'era un rapporto di fiducia, quanto accaduto mi ha sorpreso, magari aveva dei debiti, immagino che gli sia successo qualcosa di grave per aver fatto una cosa così tremenda". Cosí ha commentato il maestro Michelangelo Pistoletto, che stamattina a Palazzo Chiablese ha partecipato alla conferenza stampa organizzata dai carabinieri del Nucleo Tutela patrimonio culturale relativa al maxi sequestro di opere false ("Frattali") attribuite al maggiore esponente dell'arte povera. "Con il gallerista avevo fatto delle cose interessanti - ha spiegato Pistoletto - ma purtroppo non ho numerato i "Frattali", abitudine che adesso adotto per tutte le altre opere". Dopo essersi congratulato con i carabinieri ("grazie a voi mi sento protetto"), Pistoletto ha ricordato che "l'arte è un'espressione della società ed è molto grave che i contraffattori ne approfittino per speculare". Le opere al momento sequestrate, che hanno un valore di oltre 500 mila euro, una volta che la sentenza di condanna (2 anni e 2 mesi) nei confronti del gallerista sarà definitiva, verranno distrutte o restituite a chi le ha acquistate. "In questo caso - spiega il comandante del Nucleo Tpc di Torino Silvio Mele - nelle opere dovrà essere indicata la loro non autenticità".

I FATTI. Il Tribunale di Pescara, concordando con le risultanze investigative raccolte dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Torino, coordinati dalla Procura della Repubblica di Pescara, ha emesso sentenza di condanna alla pena di 2 anni e 2 mesi di reclusione nei confronti di un gallerista abruzzese per aver contraffatto opere del maestro Michelangelo Pistoletto della serie "Frattali". 

L’attività investigativa è iniziata nel 2014 a seguito di una denuncia presentata dal maestro Pistoletto al Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Torino, nella quale il famoso artista biellese segnalava la presenza sul mercato di numerose opere, evidentemente false, che riproducevano grossolanamente i suoi “Frattali”. La denuncia ha portato ad una intensa e mirata attività di controllo del mercato che ha consentito di accertare, a fronte di una produzione autentica di 166 frattali grafici e 9 numerici, la circolazione in commercio di oltre 500 opere.  Particolarmente articolata e convincente era la tecnica utilizzata dal responsabile, condannato in primo grado dal Tribunale di Pescara, il quale corredava le opere false con apocrife dichiarazioni di autenticità. Proprio questa falsa certificazione, ricorrente in tutte le opere giudicate false dal Maestro, ha consentito agli inquirenti di individuare la fonte della contraffazione nel gallerista pescarese, noto in Abruzzo per aver negli anni ‘90 organizzato numerosi eventi promozionali delle opere di Pistoletto ed in particolare per aver allestito, il 28 settembre 2000, la mostra nella quale venivano esposte le opere della serie frattali. Proprio in quelle occasioni, evidentemente approfittando della fiducia del maestro, il falsario aveva appreso alcune delle tecniche di creazione, provvedendo in proprio alla produzione delle opere.

L’analisi dettagliata e il riconoscimento delle opere autentiche prodotte dall’artista ha quindi permesso di individuare le 356 opere contraffatte che in oltre un ventennio sono state acquistate attraverso varie gallerie, case d’asta e siti internet di settore per un valore economico superiore a un milione e mezzo di euro. Nel corso della attività, sono state sottoposte a sequestro 115 opere e i timbri utilizzati per la realizzazione delle false dichiarazioni di autenticità. I continui controlli dei Carabinieri, con l’ausilio della Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, la più completa banca dati di opere d’arte rubate esistente al mondo, consentiranno nel tempo di individuare anche le rimanenti opere, disperse per successive vendite, in tutto il territorio nazionale e mondiale. Chiunque, rivolgendosi ai Nuclei TPC competenti per territorio può richiedere un controllo della propria opera. Al maestro Pistoletto, che si è costituito parte civile per il danno morale e d'immagine, è stato riconosciuto il diritto all'integrale risarcimento, ma l’enorme produzione di opere false oltre ad averne nociuto al valore economico di acquisto, ha ingenerato un enorme danno di credibilità al mercato lecito.

dal nostro corrispondente di Torino

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