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Notizie dal Piemonte | 11 maggio 2019, 16:13

Notizie dal Piemonte. Scoperta banda famigliare: utilizzava il metodo del "pesciolino" per svuotare le slot

Un colpo era riuscito al ristorante Ferrero di Castelletto Cervo. Non si escludono ulteriori furti commessi.

Notizie dal Piemonte. Scoperta banda famigliare: utilizzava il metodo del "pesciolino" per svuotare le slot

Nel mese di aprile, i carabinieri del Norm Aliquota Operativa di Cossato, a parziale conclusione delle indagini, hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica del Tribunale di Biella, per furto aggravato in concorso, S.C. di 33 anni, T.C. di 56 entrambi uomini e M.M. 31enne donna, tutti cittadini romeni con pregiudizi di polizia, appartenenti alla stessa famiglia.

I FATTI. La "banda famigliare" si è resa protagonista di possibili del colpp utilizzando il metodo del "pesciolino" che consiste nella introduzione in una slot machine di un pendolo legato con un filo che, calato nella feritoria di introduzione del denaro nella slot machine, è in grado di far giocare senza denaro. Un pomeriggio di fine marzo al ristorante Ferrero di Castelletto Cervo, sono riusciti ad appropriarsi di 1.000 euro circa in denaro contante ai danni del proprietario delle slot machine.

Il 10 maggio 2019, sempre i carabinieri del Norm, a conclusione di serrate ed articolate indagini, nel corso di una perquisizione delegata dall'autorità giudiziaria di Biella, ha rinvenuto e posto sotto sequestro 2 attrezzi metallici di buona fattura artigianale, con pezzo metallico pendente, idonei ad essere introdotti nelle feritoie delle slot-machine, in modo da creare credito virtuale prelevabile mediante erogazione dell’apparecchio elettronico consentendo indebitamente la prosecuzione del gioco fino a vincita del denaro. Da accertamenti è risultato che il danno lamentato dal titolare delle slot-machine risulta quindi essere il doppio della cifra erogata agli autori del reato. Il danno complessivo è quindi di circa 2.000 euro. Sono attualmente in corso accertamenti per verificare eventuali ulteriori furti commessi dalla “banda familiare”.

Dal nostro corrispondente a Biella

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